Pagina 3 - Genetica
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Studiare il morbo di Parkinson grazie ad un verme

Scritto da: Luca Bruno in Genetica, Neurologia il 5th dicembre
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La natura talvolta offre all’uomo delle possibilità insperate ed inedite per comprendere meccanismi vitali della nostra specie, anche nel campo dei disturbi e delle malattie. Così un equipe di ricercatori della Dundee University ha recentemente ottenuto un cospicuo finanziamento per studiare, su un semplicissimo verme, il Caenorhabditis elegans, il perchè le cellule neuronali del cervello umano deperiscono e muoiono causando il morbo di Parkinson.
Il morbo di Parkinson è una malattia neurologica progressiva che provoca la difficoltà di movimento e danni progressivi alla facoltà di parlare, di scrivere e di svolgere molte altre funzioni.
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In un gene del maschio la differente longevità dei sessi?

Scritto da: Luca Bruno in Genetica il 3rd dicembre
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La femmina vive più lungo del maschio, almeno nella media dei casi, e questo vale sia per l’uomo che per molte altre specie di mammiferi. Fino ad oggi non era stato possibile capire il perchè di ciò. La longevità potrebbe in qualche modo dipendere dal genoma di uno o di entrambi i genitori, ed un recente studio di ricercatori della Tokyo University of Agriculture, pubblicato su Human Reproduction, ha tentato di dare una risposta a questa domanda.
L’esperimento, condotto su topi da laboratorio, ha evidenziato la presenza di un gene che, sebbene sia presente in entrambi i sessi, si attiva solo nel maschio e, secondo gli scienziati autori dello studio questo potrebbe essere uno dei motivi della differente longevità dei due sessi.
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Una variazione genetica tra i fattori di sviluppo del disturbo bipolare

Scritto da: Luca Bruno in Genetica, Psichiatria il 30th novembre
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Una nuova ricerca suggerisce che l’orologio interno del corpo umano mal funzionante, potrebbe essere tra i fattori di sviluppo del disturbo bipolare nei bambini.
I risultati di questa ricerca, realizzata presso l’Indiana University School of Medicine e pubblicata su BMC Psychiatry riguardano l’esame del codice genetico di 152 bambini affetti da disturbo bipolare, comparato con il codice genetico di 140 bambini sani.
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Un gene gioca un ruolo importante nel legame tra stress ed alta pressione del sangue

Scritto da: Luca Bruno in Cardiologia, Genetica il 26th novembre
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Lo stress fa aumentare la pressione sanguigna? E’ una domanda da molto tempo al centro di diverse ricerche e studi, come quello, recentissimo, pubblicato su Journal of Clinical Investigation e realizzato da diverse equipe mediche internazionali che hanno collaborato assieme nella ricerca. Università di Friburgo e Muenster, Medical College of Wisconsin, ed altri ricercatori europei e canadesi hanno individuato un gene la cui mancanza sembra essere effettivamente importante nello sviluppo di alta pressione quando l’individuo è sottoposto a stress.
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Una variazione genetica può portare a complicazioni dopo il trapianto di midollo osseo

Scritto da: Luca Bruno in Chiururgia, Genetica il 24th novembre
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Uno studio apparso recentemente su Nature Genetics ha rivelato che una determinata variazione genetica, in specifico la mancanza di un gene, aumenta il rischio che si manifestino complicazioni in chi è stato sottoposto a trapianto di midollo osseo.
La premessa di base del trapianto di tessuti ed organi è semplice: eliminare nel paziente il tessuto o l’organo malato e sostituirlo con tessuti ed organi sani.
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E’ possibile migliorare le facoltà cognitive nella sindrome di Down?

Scritto da: Luca Bruno in Genetica il 21st novembre
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Una nuova ricerca fornisce le basi perchè in futuro si possano attivare cure mediche per il deficit cognitivo associato alla sindrome di Down.
La ricerca, pubblicata sulla rivista Science Translational Medicine, è stata realizzata su topi da laboratorio modificati geneticamente in modo da presentare una condizione analoga a quella della sindrome di Down. Gli scienziati hanno appurato che i topi analizzati riescono ad utilizzare il loro cervello e le funzioni cognitive in maniera più efficace quando si potenzia la norepinefrina, un neurotrasmettitore che ha un ruolo importante nella comunicazione tra le cellule cerebrali.
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Dalle cellule staminali nuova pelle per aiutare nella cura di ustioni gravi

Scritto da: Luca Bruno in Dermatologia, Genetica il 20th novembre
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Un’equipe di ricercatori francesi sostiene di aver trovato il modo di utilizzare le cellule staminali embrionali dell’uomo per creare porzioni di pelle che potrebbero essere utilizzate per curare coloro che sono stati colpiti da ustioni molto gravi.
Innestate nei topi, le cellule staminali si sono trasformate in pelle umana nell’arco di 12 settimane.
Secondo gli autori dello studio, pubblicato sulla rivista Lancet, la nuova tecnica potrebbe in futuro risolvere i problemi di rigetto.
Sono circa 20 anni ormai che per i pazienti con gravi ustioni si utilizza una tecnica che prevede la realizzazione in laboratorio di nuova pelle formata dalla cellule del paziente, da trapiantare al posto di quella danneggiata dalle ustioni.
Il problema è che tale procedura è lenta, occorrono infatti circa tre settimane prima che il nuovo tessuto si sia formato.
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