Vitamina D riduce il rischio di malattie cardiache

di Luca Bruno Commenta

Una nuova ricerca suggerisce l'ipotesi che un supplemento di vitamina D potrebbe essere di grande aiuto nel ridurre i fattori di rischio di malattie cardiache in coloro che ne hanno poca.

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Una nuova ricerca suggerisce l’ipotesi che un supplemento di vitamina D potrebbe essere di grande aiuto nel ridurre i fattori di rischio di malattie cardiache in coloro che ne hanno poca.

Lo rivelano i ricercatori del Medical Center Intermountain Heart Institute, nello Utah, che hanno presentato un doppio studio congiunto in merito, che sarà presentato al meeting annuale del College of Cardiology
Una terapia integrativa di vitamina D, ribadiscono gli autori, è già stata indicata per la sua efficacia nella riduzione delle malattie alle ossa ed al rischio di fratture.

La nuova ricerca indica un altro grande effetto benefico, che va ad interessare, molto più di quanto fino ad ora si pensasse, anche il funzionamento di cuore e circolazione arteriosa.

Secondo i ricercatori, aumentando la presenza di vitamina D a 43 microgrammi per millilitro di sangue, i pazienti sono risultati avere un minor rischio di contrarre mali come diabete e malattie cardiache. L’effetto si evidenzia anche per quanto riguarda la pressione sanguigna, che resta più costante, abbassando quindi i rischi di infarto ed insufficienza cardiaca.

Quanto risultato dalla ricerca, avvertono i ricercatori, è ancora allo stadio di osservazione empirica, e sarebbero necessari ulteriori studi, randomizzati, per approfondire ulteriormente la questione, anche se i dati in possesso possono già far pensare, concludono gli scienziati, che un trattamento a base di vitamina D potrebbe già essere messo in campo, per esempio aumentando, nei soggetti sa rischio, l’assunzione di vitamina D dalle 1000 alle 5000 UI (Unità Internazionali).

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