Una calamita per trattenere le staminali nel cuore

di Luca Bruno Commenta

Utilizzare una calamita per costringere le cellule staminali a restare nella zona da trattare.

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Utilizzare una calamita per costringere le cellule staminali a restare nell’area danneggiata del cuore. E’ questo il risultato di una nuova strategia terapeutica ideata da una coppia di ricercatori statunitensi del Cedars-Sinai Hearth Institute di Los Angeles.
La terapia con le cellule staminali è di grande aiuto nel trattamento di danni al cuore, per esempio in seguito ad attacco cardiaco. Sebbene efficace, fino ad oggi l’efficacia terapeutica era ridotta a causa del fatto che dopo 24 ore dall’infusione delle cellule staminali nel cuore solo il 10% di queste è in grado di restare nella zona colpita, mentre il resto, a causa del flusso sanguigno e delle contrazioni cardiache viene perso nell’organismo.

I ricercatori hanno scoperto un sistema per far si che queste invece restino nell’area desiderata.

Per ottenere questo risultato i ricercatori hanno caricato le cellule staminali con microscopiche quantità di ferro.

Poi hanno iniettato le cellule in topi colpiti da attacco cardiaco, tentando di manipolare il percorso delle cellule con una semplice calamita giocattolo. I ricercatori hanno così osservato che in questo modo il tasso di ritenzione delle cellule staminali viene triplicato.

La vitalità del muscolo cardiaco e le sue funzioni sono risultate migliorate, un metodo semplice ed efficace che potrebbe in futuro essere di grande aiuto nel trattamento terapeutico dei danni al cuore.

I due ricercatori, il Dott Eduardo Marban e la moglie Linda hanno fondato una società per brevettare i risultati delle loro ricerche, i cui risultati sono apparsi recentemente sulla rivista Circulation Research.

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