Reprimere la rabbia sul posto di lavoro puo aumentare il rischio di attacchi cardiaci

di Luca Bruno Commenta

Gli uomini che non esprimono apertamente la loro rabbia, se hanno problemi al lavoro, sono doppiamente a rischio di attacco cardiaco.

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Gli uomini che non esprimono apertamente la loro rabbia, se hanno problemi al lavoro, sono doppiamente a rischio di attacco cardiaco. Lo afferma un’equipe di medici svedesi del Research Institute di Stoccolma che ha esaminato un campione di lavoratori di sesso maschile impiegati nella capitale svedese. Le 2755 persone coinvolte nello studio, di età media di 41 anni tra il 1992 ed il 1995 e che al momento della ricerca non avevano mai avuto attacchi cardiaci sono state sottoposte ad un questionario per il quale dovevano illustrare n che modo affrontavano un conflitto sul lavoro.

Secondo quanto hanno verificato, esiste un’associazione molto forte tra la rabbia repressa e l’insorgere di malattie cardiache.

Pubblicata su Journal of Epidemiology and Community Health, la ricerca prevedeva differenti atteggiamenti nei confronti di un conflitto al lavoro: chi affronta frontalmente il conflitto, chi lascia perdere, chi se ne allontana, chi sviluppa sintomi come mal di stomaco e mal di testa e chi sfoga il suo malumore a casa.

Lo studio ha preso in considerazione anche altri aspetti, come l’abitudine al fumo, il bere alcoolici, i livelli di attività fisica, l’educazione scolastica, i livelli di disoccupazione e la possibilità di poter prendere decisioni sul posto di lavoro.

Pressione arteriosa, indice di massa corporea e livelli di colesterolo sono stati inoltre misurati per ognuno dei partecipanti.

Nel 2003 è stato analizzato il numero di quanti, a distanza di circa 10 anni dall’inizio dello studio, avevano avuto problemi di cuore ed attacchi cardiaci: 47 dei partecipanti avevano avuto un attacco cardiaco o erano deceduti a causa di problemi di cuore.

Coloro che affrontavano il conflitto con la fuga o lasciando correre sono risultati più a rischio di attacco cardiaco di coloro che invece prendevano di petto il problema ed affrontavano la situazione.

Mal di testa o mal di stomaco ed il cattivo umore una volta a casa invece non sono sembrati statisticamente aumentare i fattori di rischio.

Secondo i ricercatori i risultati della ricerca suggeriscono che la rabbia repressa può produrre stress fisiologico, e se questa non viene sfogata può portare ad un aumento della pressione arteriosa con conseguenti danni al sistema cardiovascolare.

Per alcune persone poi, continuano i ricercatori, se lo stress di per sé non è un fattore di rischio per malattie cardiache e circolatorie, la risposta alle situazioni di stress con atteggiamenti nocivi come il fumare, il bere o l’eccedere nel cibo possono contribuire ad aumentare il rischio.

Fonte BBCNews

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