Inibire gli effetti dell’ictus bloccando una proteina del sangue

di Vito Verna Commenta

Eppure, stando a quanto riportato dalla prestigiosa rivista scientifica Circulation, questa procedura potrebbe ben presto cambiare, consentendo ai soccorritori di recuperare moltissimo tempo prezioso, grazie ad una ricerca tutta italiana.

Inibire gli effetti dell'ictus bloccando una proteina del sangue

Nei casi di ictus è davvero di fondamentale importanza, come ormai avremmo avuto modo di appurare ed imparare grazie ai numerosi articoli che Stetoscopio avrebbe dedicato a questo particolarmente delicato argomento, intervenire nel minor tempo possibile così da riuscire ad operare tempestivamente allo scopo di rimuovere, prima che queste ultime compromettano definitivamente le funzionalità e le capacità cerebrali, le cause scatenanti l’ictus stesso.

RIDURRE IL RISCHIO DI ICTUS MANGIANDO AGRUMI

Eppure, stando a quanto riportato dalla prestigiosa rivista scientifica Circulation, questa procedura potrebbe ben presto cambiare, consentendo ai soccorritori di recuperare moltissimo tempo prezioso, grazie ad una ricerca tutta italiana.

SCOVATO IL GENE RESPONSABILE DEGLI ICTUS 

Un team di scienziati dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano, brillantemente guidato dalla dottoressa Maria Grazia de Simoni, sarebbe infatti riuscito ad individuare una particolare proteina endogena del sangue, comunemente e più precisamente chiamata Mannose Binding Lectin, che, se opportunamente bloccata, ovverosia completamente inibita, dopo un qualsiasi attacco ischemico, sarebbe in grado non solamente di ridurre, dove non addirittura eliminare, i più immediati danni cerebrali dovuti all’ictus in quanto tale bensì anche, e soprattutto, di aumentare il tempo utile per gli adeguati interventi sanitari di risoluzione della problematica a ben 24 ore.

CURARE L’ICTUS

Una scoperta veramente sensazionale che la dottoressa de Simoni avrebbe commentato dichiarando: “Si possono identificare due aspetti importanti nello studio. La ricerca svela un meccanismo completamente nuovo responsabile del danno cerebrale indotto da ictus, molto precoce e caratterizzato dalla deposizione della proteina MBL sui microvasi cerebrali ischemici. In secondo luogo dimostra che interferire con questo meccanismo bloccando MBL con diverse strategie farmacologiche consente di ridurre il danno cerebrale con una finestra terapeutica d’intervento di 18-24 ore”.

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