Il divieto di fumare ha ridotto gli infarti più del previsto

di Luca Bruno Commenta

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Secondo due diversi studi, pubblicati in questi giorni su autorevoli riviste come Circulation e Journal of American College of Cardiology, le leggi che vietano di fumare nei locali pubblici hanno ridotto i casi di attacchi cardiaci in percentuali maggiori delle previsioni, addirittura fin ad un terzo.
I tassi di attacco cardiaco in Inghilterra sono scesi, secondo le ricerche, di più del 10% da quando, nel luglio 2007 è stata introdotta la legge che vietava il fumo nei locali pubblici.

Una ricerca più recente che ha condensato risultati provenienti da diversi studi su milioni di persone, ha addirittura valutato che l’introduzione dei divieti ha ridotto gli attacchi cardiaci di circa il 26%.

Analoghi risultati, addirittura ancora più promettenti hanno scoperto i ricercatori della University of California di San Francisco, che hanno verificato che in Europa e Nord America il calo degli attacchi di cuore è sceso del 17% nel primo anno dopo l’introduzione dei divieti, per poi raggiungere un calo del 36% nei tre anni successivi.

Secondo i ricercatori dunque le leggi sono state efficaci per proteggere la popolazione dai danni del fumo, ed hanno dati risultati validi anche sul breve e medio termine, indicando che questa è la strada da seguire per evitare i danni correlati all’abitudine di fumare, danni che, ricordiamo, non colpiscono solo direttamente i fumatori ma anche, ed in maniera seria, tutti coloro che sono esposti al fumo passivo.

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