Spermatozoi dal midollo osseo grazie alle cellule staminali

di Luca Bruno Commenta

per la prima volta i ricercatori sono riusciti a produrre con successo cellule immature di sperma prodotto artificialmente a partire da cellule staminali adulte.

cellule

Le cellule staminali rappresentano sicuramente una delle frontiere della ricerca medica su cui si indirizzano molte delle sperimentazioni delle scienza medica contemporanea.
E le ricerche offrono sempre nuovi spunti, ed anche polemiche, su ciò che si può costruire e realizzare a partire da queste.

Come, per esempio, i risultati di una sperimentazione condotta nelle università tedesche di Göttingen e Münster e nella Medical School di Hannover, dove per la prima volta i ricercatori sono riusciti a produrre con successo cellule immature di sperma prodotto artificialmente a partire da cellule staminali adulte, a partire da campioni di midollo osseo prelevati da volontari di sesso maschile.

Normalmente queste cellule possono svilupparsi in diversi tipi di cellule nel tessuto muscolare, ma gli scienziati tedeschi hanno indotto un numero limitato di queste a trasformarsi in cellule spermatagoniali, quelle cioè che si trovano nei testicoli e che normalmente si sviluppano in cellule spermatiche mature.

Tale ricerca, pubblicata sulla rivista Gamete Biology: Emerging Frontiers on Fertility and Contraceptive Development, potrebbe sollevare grandi polemiche legate soprattutto al fatto che in molti paesi è vietato l’uso di spermatozoi ottenuti artificialmente nelle terapie contro l’infertilità.

In ogni caso si è in uno stadio veramente precoce della ricerca perchè effettivamente tale scoperta possa trovare un’applicazione in questo senso. Occorrono ancora almeno 3 anni di esperimenti per ottenere risultati interessanti nel passaggio successivo, ovvero che le cellule staminali trasformate in cellule immature di sperma possano svilupparsi effettivamente in cellule mature.

Certamente saranno molto interessati a questa scoperta quegli uomini che, a causa di cure di radioterapia o chemioterapia rischiano di perdere la fertilità: per loro significherebbe ritrovare la funzione riproduttiva perduta.

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