Microaghi alle proteine della seta

di Vito Verna Commenta

Inventato un ago così piccolo e sottile che non verrebbe percepito dal sistema nervoso annullando dolore, paure e bruciori.

Quanti abbiano mai sofferto di un incoercibile timore nei confronti di aghi, punture ed iniezioni si rallegrino. L’anno nuovo, come più e più volte ricordato, ha davvero portato consiglio ed invenzioni strabilianti quale quella dei micro-aghi alle proteine della seta.

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I ricercatori dell’Università di Tufts, tra le più prestigiose a livello globale, sarebbero infatti riusciti a perfezionare, giusto in tempo per l’anno nuovo, una tecnica che permetterebbe, grazie all’utilizzo di fibroina, una delle principali proteine della seta, la realizzazione di veri e propri micro-aghi che consentirebbero all’utilizzatore di non avvertire alcun dolore o fastidio nemmeno nel caso in cui debba sottoporsi a rilasci prolungati di un qualsivoglia medicinale.

L’ago in questione, le cui ridottissime proporzioni gli consentirebbero di avere un diametro inferiore a quello di un sottile capello, sarebbe così piccolo da poter venir inserito nella pelle senza che possa però giungere a stimolare i nervi sottocutanei e, dunque, senza che possa provocare alcun tipo di dolore.

SALUTE E TECNOLOGIA

Grazie a questo accorgimento, che consentirebbe una graduale e lenta diffusione del farmaco appena sottopelle, si sarebbe inoltre riusciti ad eliminare la sgradevole sensazione di bruciore che si potrebbe a volte provare in seguito all’iniezione di una particolare soluzione consentendo, meglio di una qualsiasi flebo, il rilascio continuo e prolungato nel tempo di quei medicinali che, attualmente, non si è in grado di somministrare mediante l’applicazione di cerotti o simili.

L’ago, che prima di poter venir commercializzato passerà sicuramente al vaglio delle principali istituzioni europee ed internazionali di vigilanza sulla sicurezza di tali presidi clinici, assicurano da Boston, non riuscirebbe ad alterare, in alcun modo possibile, le qualità e le proprietà del farmaco iniettato e, dunque, potrebbe veramente rappresentare la soluzione del futuro contro il dolore o la paura delle siringhe.

 

 

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