Come affrontare le allergie alimentari in vacanza

di Fabiana Commenta

I consigli degli esperti per convivere con le allergie in vacanza

allergie

Soffrite di allergie e state per partire per le vacanze: quali sono le precauzioni da prendere per godervi le ferie senza preoccupazioni?

Gli esperti dispensano pochi, ma utili consigli per poter affrontare al meglio le allergie alimentari in viaggio per evitare di rovinarsi la vacanza. In questo caso è meglio partire preparati.

Il consiglio è quello di portare in valigia un kit di primo soccorso con l’adrenalina (soprattutto se avete avuto dei precedenti), un farmaco a base di cortisone e un antistaminico. Non dimenticate di stilare una lista degli alimenti cui non potete avvicinarvi e una lista degli alimenti sostitutivi. 

Attenzione soprattutto al controllo della preparazione dei cibi se trascorrete le vacanza in hotel o se mangiate al ristorante, controllare le etichette dei cibi se preparate i pasti da soli.

Gli esperti ricordano di prestare particolare attenzione alle allergie dei bambini: sono proprio i bambini allergici che dovrebbero imparare a chiedere ai genitori il permesso di poter mangiare alcuni alimenti, ma quando si va all’estero il rischio maggiore è di controllare i cosiddetti allergeni nascosti. Si tratta di alimenti difficili da individuare visto che vengono cucinati e mischiati ad altri ingredienti.

 

COME AFFRONTARE LE ALLERGIE IN VACANZA

 

In caso di choc anafilattico in un individuo adulto dovrebbe essere sempre lui a prestarsi il primo soccorso prima di recarsi in ospedale. Ricordate che anche se l’emergenza potrebbe sembrare rientrata, è sempre consigliabile recarsi in ospedale perché c’è il rischio che di presenti un’anafilassi bifasica, cioè che i sintomi si presentino in un secondo momento. 

 

Se si va in vacanza all’estero gli esperti, il professor Alessandro Fiocchi, responsabile dell’unità di Allergologia dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù e il professor Antonino Romano, responsabile di Allergologia del complesso integrato Colombus di Roma, consigliano via Ansa di chiedere al proprio allergologo di tradurre il certificato medico in cui si descrive il tipo di allergia in modo tale da abbattere l’eventuale barriera linguistica. Attenzione anche ai nomi dei farmaci: non fidatevi dei nomi, ma cercate il nome del principio attivo che contengono.

 

 

Foto Thinkstock

 

 

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