Ambrosia nuova allergia estiva

di Fabiana Commenta

Naso chiuso, congiuntivite e prurito: ecco i sintomi della nuova allergia estiva arrivata anche a Roma

bambini-allegiaSi chiama Ambrosia ed è la nuova allergia estiva che è arrivata anche e Roma: a segnalarlo sono i medici dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù.

Fino a questo momento l’allergia è stata riscontata solo nell’Italia del Nord ed è provocata da una pianta erbacea originaria delle praterie americane: il polline in questione è formato da frutti spinosi che si attaccano ai vestiti, alle ali degli uccelli, ma anche agli pneumatici. 

Di certo l’allergia esplode con il caldo e considerando anche il tempo mite della Capitale potrebbe anche prolungarsi fino a settembre o addirittura ad ottobre. 

Il periodo di fioritura dell’ambrosia è proprio agosto per cui non è certo strano che proprio in questo periodo adulti e bambini possano presentare una sintomatologia del genere: l’erba in questione ha i fiori gialli e nasce sotto i 400 metri di altitudine, soprattutto sui bordi delle strade o sui terreni incolti, i cantieri.

Fino a questo momento è stata soprattutto diffusa nel Nord Italia, ma adesso si sta spostando anche nel Centro Italia.  

 ALLERGIA AL POLLINE DEL CIPRESSO

Gli esperti hanno verificato la presenza di una prima incidenza dell’allergia già a partire dal gennaio 2013 e fra i 2000 bambini sottoposti alla valutazione per sospetta allergia, il 2,6% è risultato positivo all’ambrosia. Ciò significa che a Roma l’allergia colpisce circa 3 bambini su 10. 

Quali sono i sintomi? L’allergia si presenta con naso chiuso, congiuntivite e prurito, sintomi molto intensi a livello nasale e un po’ meno a livello bronchiale. Può anche associarsi ad altri tipi di allergie alimentari, come ad esempio il kiwi o la banana.


Quali sono i rimedi giusti? È possibile intervenire con spray nasali, antistaminici, colliri e possibilmente, allontanarsi dalla città: gli esperti spiegano però che l’allergia all’ambrosia si presenta in effetti come una rinite molto forte per cui potrebbe essere necessario assumere dosi superiori rispetto a quelle utilizzate per le tradizionali allergie da graminacee.

 

 

 

 

Foto Thinkstock

 

 

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