Allergie sempre più diffuse

di Vito Verna Commenta

L'Italia non starebbe affrontando, nella maniera meno idonea possibile, il problema delle allergie.

Quello delle allergie, patologie della quali abbiamo avuto molto spesso modo di parlare su Stetoscopio, è un problema davvero molto vasto e diffuso, in rapidissima evoluzione, e contro il quale non si agisce nella maniera più corretta, tempestiva ed appropriata.

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In Italia, per esempio, e come recentemente dichiarato dall’European Academy of Allergy and Clinical Immunology, le allergie rappresenterebbero la 4^ patologia cronica, interessando circa 15 milioni di abitanti e coinvolgendo, come allergeni, sostanze sempre più comuni, diffuse, normali.

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Il vero problema, però, è quello che, per cause che ancora non sarebbero state chiarite, queste patologie arriveranno a coinvolgere addirittura il 50% della popolazione italiana entro il 2025 e, su base planetaria, il problema è così vasto che avrà presto proporzioni incalcolabili.

A destare preoccupazione, inoltre, è il fatto che le allergie stiano perdendo il loro carattere di stagionalità per assumere una preoccupante connotazione di cronicità tanto che, molto presto, chiunque di noi potrebbe arrivare a soffrire di allergia a causa di un qualsiasi allergene in un qualsiasi periodo dell’anno.

In Italia, però, come accennato poc’anzi, si sottovaluterebbe, e moltissimo, il problema, facendo si che diventi ancora più radicato nella comunità.

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Stando alle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, ogni paese Occidentale dovrebbe fornire, alla propria popolazione, un allergologo ogni 50.000 abitanti, così da informare adeguatamente la popolazione e reagire tempestivamente alle emergenze.

In Italia, tragicamente arretrata da questo punto di vista e inconsapevole dei rischi di diffusione futura, gli allergologi sul suolo italiano sono soltanto 1 ogni 100.000, ovverosia la metà di quanti previsti.

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