Individuato il punto debole dell’HIV

di Vito Verna Commenta

Alcuni ricercatori, tra cui l'immunologo italiano Adriano Boasso, avrebbe individuato il tallone d'Achille dell'HIV.

Combattere, forse addirittura debellare completamente il virus del’HIV, il principale responsabile dell’AIDS (la Sindrome da Immunodeficienza Acquisita), potrebbe finalmente diventare un obiettivo realizzabile in un futuro neanche troppo lontano.

COCKTAIL DI FARMACI RIDUCE IL RISCHIO DI TRASMETTERE IL VIRUS HIV


Un’equipe di medici europei e statunitensi, guidati con orgoglio dal connazionale ricercatore immunologo Adriano Boasso e sostenuta grazie ai fondi dell’Imperial College London (ovverosia The Imperial College of Science, Technology and Medicine), una delle più esclusive università inglesi, avrebbe infatti individuato il punto debole del virus HIV, di fatto rendendolo innocuo.

Il trucco, spiegano i ricercatori, sarebbe stato quello di privare il virus HIV della propria membrana di colesterolo, rendendolo inerme ma ancora individuabile dal sistema immunitario che, trovandosi in situazione di superiorità, avrebbe tutte le possibilità di aver ragione del virus.

Secondo Boasso: “Il virus così è come un esercito che perso le sue armi. Un esercito, però, che ha ancora le bandiere, in modo che un altro esercito può riconoscerlo e attaccarlo”.

Il problema vero, spiegano gli scienziati dalle colonne della rivista Blood, specializzata sull’argomento, era quello di inibire la risposta immunitaria innata, considerata esagerata ed inefficace, attivata proprio dall’HIV che, resistendo a questa prima confusionaria ondata difensiva, si sarebbe trovato la strada spianata.

IL SUCCESSO PARZIALE DI UN VACCINO SPERIMENTALE STIMOLA LA LOTTA CONTRO L’AIDS

Eliminando questa membrana di colesterolo, però, i ricercatori sarebbero riusciti nel proprio intento e il corpo, in presenza di un tale virus, attiverebbe soltanto le difese adattive, ovverosia quelle specializzate nell’attaccare e debellare una particolare forma di virus. Si evince immediatamente come una tale forma di attacco/difesa sia decisamente più efficace e meno dispendiosa, rappresentando un valido punto di partenza per l’elaborazione di un vaccino che possa essere davvero efficace.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>